Liste di gruppi che non scorrono, notifiche da persone con cui non parliamo da anni, conversazioni infinite in cui chi parla davvero sono in tre. Strumenti pensati per mantenere ciò che già esiste, non per creare qualcosa di nuovo.
Quando invece vogliamo conoscere qualcuno di nuovo, l'unico canale rimasto è il social: profili, follower, performance. La conversazione finisce dopo, se finisce.
Cosa cambia con la prossimità.
Convosphere parte da un'idea semplice: la prossimità è già un filtro. Se due persone sono nello stesso quartiere, nello stesso bar, alla stessa fermata, hanno qualcosa in comune che non serve dichiarare. Quel qualcosa è il luogo, ed è già abbastanza per cominciare.
L'app apre su una mappa. Vedi i messaggi pubblicati intorno a te, scegli il raggio (da 200 metri a una città intera), scrivi. Non c'è una bacheca globale. Non c'è un algoritmo che decide chi vedi prima. C'è solo la geografia.
Cosa abbiamo deciso di non fare.
- Niente follower, niente metriche pubbliche.
- Niente notifiche push per messaggi non rilevanti.
- Niente pubblicità in mezzo alle conversazioni.
- Niente vendita dei dati a terzi.
- Niente algoritmo che riordina i messaggi.
Cosa abbiamo deciso di fare.
- Posizione approssimata, mai esatta.
- Possibilità di sparire dalla mappa con un tocco.
- Conversazioni dirette per parlare a tu per tu.
- Canali tematici per chi vuole continuare a parlare a distanza.
- Sfera, un assistente discreto che aiuta solo se chiamato.