Le prime versioni di Convosphere usavano una bacheca globale. Funzionava, nel senso che le persone scrivevano. Ma erano i soliti messaggi di chi voleva farsi notare, scollegati da qualsiasi luogo. Bastava spegnere la geolocalizzazione e tutto restava identico.
Da quel momento abbiamo riscritto le regole: niente messaggio senza una posizione, niente posizione senza un raggio, niente raggio senza una scelta dell’utente. La mappa è diventata l’unica porta d’ingresso.
Cosa è cambiato dopo
Le conversazioni sono diventate più brevi e più concrete: “qualcuno sa se il negozio in via X è aperto?”, “stanno chiudendo la strada”, “c’è un intervento, fate piano”. Cose che hanno senso solo se chi le legge è vicino.
Il volume è sceso. Il valore è salito. Per noi è stato un buon scambio.
Cosa abbiamo lasciato perdere
Avevamo provato un riassunto giornaliero di tutto il quartiere. Era preciso, era leggibile. Ma trasformava la geochat in un giornale: la gente leggeva e basta, non rispondeva più. L’abbiamo tolto. Sfera fa qualcosa di simile, ma solo se la conversazione lo chiede.
Quello che ancora non sappiamo
Non sappiamo ancora come gestire bene le zone a bassa densità, i paesi piccoli, le ore notturne. Il raggio si allunga, ma la qualità cala. È un problema aperto. Se hai idee, scrivi.