Quando racconti Convosphere a qualcuno, la prima domanda è quasi sempre la stessa: perché duecento metri? Sembra poco. In duecento metri ci stanno un paio di isolati, un bar, una fermata.
È esattamente il punto. Il raggio minimo non serve a limitare quante persone ti leggono: serve a garantire che chi ti legge possa fare qualcosa. Se scrivi “è caduto un albero sulla ciclabile”, chi è dentro quel cerchio può cambiare strada. Chi è a tre chilometri può solo mettere un cuore.
Un’impostazione che educa
Il raggio si allarga quando serve, fino a coprire un quartiere intero. Ma il default corto cambia il modo in cui si scrive. Le persone smettono di annunciare e iniziano a chiedere: c’è posto? è aperto? qualcuno ha visto un gatto grigio?
Le domande sono l’unità di misura di una piazza viva. Gli annunci sono l’unità di misura di una bacheca.
Quello che non faremo
Ci hanno chiesto un raggio nazionale, un canale globale, i trend del giorno. La risposta è no, ed è un no strutturale: ogni messaggio in Convosphere nasce con una posizione e muore fuori dal suo cerchio. Se un giorno lo cambiassimo, avremmo costruito un altro social network. Ne esistono già abbastanza.