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Offline, di proposito

C’è una funzione di Convosphere che spieghiamo sempre due volte, perché alla prima nessuno ci crede: la GeoChat funziona anche senza internet. I telefoni vicini si trovano tra loro via Bluetooth e i messaggi rimbalzano di tasca in tasca, in una piccola rete che esiste solo lì, in quel momento.

L’abbiamo costruita pensando ai casi noiosi e a quelli seri. Il concerto dove la cella è satura. Il rifugio in montagna. Il blackout. La manifestazione. Tutti i posti dove le persone sono fisicamente insieme e digitalmente isolate.

Perché ha senso proprio qui

Un social globale offline non significa niente: senza rete non c’è “globale”. Una chat di prossimità offline invece è quasi un pleonasmo. Le persone con cui vuoi parlare sono già a portata di radio. La rete c’era solo come intermediario, e l’intermediario si può togliere.

È la stessa idea del raggio, portata alla conseguenza estrema: se la conversazione appartiene a chi è vicino, deve poter esistere anche quando esiste solo la vicinanza.

I limiti, detti chiaramente

La portata è quella del Bluetooth, qualche decina di metri per salto. I messaggi sono solo testo. La batteria si consuma un po’ di più. Non sostituisce la rete: la copre dove la rete si ritira. Ci sembra un compromesso onesto, e chi l’ha usata a un festival ci ha dato ragione.